Vita di Luigi Einaudi in parallelo agli eventi politici ed economici del suo tempo

  • Nato nel 1874 a Carrù, in Piemonte, da famiglia borghese di servitori di Stato e di notai, laureato a Torino nel 1895, è professore all’Università di Torino dal 1902 al 1961 e al Politecnico di Torino e alla Bocconi di Milano per quasi un quarto di secolo sino alla sua estromissione ordinata dalla dittatura nel 1925.
    Nello stesso anno cessa la sua lunga collaborazione al “Corriere della sera” dopo il colpo di mano fascista. Dieci anni dopo, il regime ordina la soppressione della “Riforma sociale”da lui diretta dal principio del secolo. Crea e dirige dal 1936 al 1943 la “Rivista di storia economica”, oggi riportata a nuova vita per continuare un metodo di ricerca che ha rinnovato gli studi in quel campo. Dopo l’esilio in Svizzera, 1943 e 1944, che vide nascere le “Lezioni di politica sociale”, assume il governatorato della Banca d’Italia nel 1945 e per dieci anni entra in pieno nella vita politica ai massimi livelli. Eletto alla Costituente, regge la politica economica del Governo italiano sino al 1948 quando è eletto primo Presidente della Repubblica.
    Ritornato nel 1955 alla vita privata di studioso e di giornalista, muore a Roma nel 1961 ed è sepolto nel cimitero da lui stesso disegnato ai piedi di una delle sue terre di Dogliani. Da questa traccia biografica emergono tratti essenziali noti e meno noti, alcuni anche in apparenza contraddetti da altri ma che nell’insieme esprimono la complessa varietà della sua vita.
    C’è per cominciare, l’amore di Luigi Einaudi per la terra e i suoi libri. Alla sua uscita nel 1895 dall’Università di Torino, non solo con la laurea ma con la formazione che gli era stata data dal Laboratorio di Economia Politica, egli concluse che le grandi crisi agricole di varie origine (caduta dei prezzi, devastazioni filosseriche) del secolo XIX non si sarebbero riprodotte, o avrebbero potuto essere corrette, nel XX e che conveniva quindi acquistare terreni anche se in condizione di abbandono. Associando le sue previsioni economiche al desiderio di recuperare antiche terre delle quali la sfortuna aveva obbligato la famiglia a spogliarsi, egli aveva, alla sua morte, 64 anni dopo, creato un’azienda agricola modello che sembrava confermare, in quel momento, le sue analisi scientifiche, ma che più ancora soddisfaceva i suoi più intimi desideri.
    La biblioteca che, ingrandita, oggi si ammira e intensamente si usa a Palazzo d’Azeglio, è il frutto di un concetto diverso da quello di collezionare solo prime edizioni, volumi rari, illustrati. Anche quelli, quando la fortuna soccorre. Essa è invece il risultato di una volontà ferrea di seguire nei suoi filoni più nascosti lo sviluppo del pensiero umano nei campi cari a Luigi Einaudi, raccoglierne le mutevoli espressioni, ricercarne i rapporti e di fondare spesso il proprio lavoro di ricerca sul materiale così riunito, allietando la fatica accademica con la soddisfazione del possesso fisico.
    Il legame mai smentito con la piccola patria piemontese, che lo indusse a non accettare in gioventù una cattedra a Ginevra e che lo portò più tardi a respingere quasi con sdegno ogni tentativo di indurlo a lasciare Torino o a partecipare a congressi in Italia o all’estero, non gli impedì di sentire la forza del vent du grand large e di capirne il ruolo essenziale per il futuro della scienza e della nostra civiltà.
    In primis, sta la lunga famigliarità col mondo anglosassone a vari livelli: “Economist”, Carnegie, Rockefeller, sono tre nomi che rivelano la portata e varietà dell’apertura internazionale di Luigi Einaudi.
    Il primo per una collaborazione di un trentennio durante il quale lo sviluppo e la crisi dell’Italia sono presentate ai lettori del grande settimanale inglese.
    Il secondo per la direzione della serie italiana della Storia economica della prima guerra mondiale uscita negli anni ’20 e ’30 a cura della Carnegie.
    Il terzo per il grave impegno nello stesso periodo quale rappresentante della Fondazione Rockefeller della scelta dei giovani studiosi italiani nelle scienze sociali che negli anni più scuri della dittatura andarono a respirare l’aria libera dell’America di Roosevelt.Non meno importanti a livello politico sono i suoi contributi alla lotta contro la tenace e anacronistica sopravvivenza dello Stato sovrano in mondo che avrebbe dovuto capire di doversi muovere in direzione diversa.
     Celebre è rimasta la sua polemica del 1918-19 col Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson, criticato per le sue illusioni sul futuro di una Società delle Nazioni disarmata. Più tardi, dal suo esilio in Svizzera partì l’appassionata proposta di un’Europa unita in grado di reprimere gli egoismi locali con nuove istituzioni sopranazionali, proposta valida ancora oggi.
    Apparentemente contrastanti sono la sua austera e singolarmente personale missione di insegnamento e di ricerca …, e una non meno intensa attività di giornalista. Ma Luigi Einaudi sentì profondamente il bisogno di far giungere dalla torre d’avorio dello studioso all’uomo della strada i suoi giudizi sull’andamento della società civile.
    E sui due fronti, lo scientifico e il giornalistico, la sua influenza fu grande. La scuola italiana di Scienza della finanza ha contribuito alla reputazione internazionale di cui l’Italia gode nel campo degli studi economici e l’opera di Luigi Einaudi negli anni 1912-40 ne è parte centrale. E la scuola di giornalismo espressa nelle pagine della “Stampa” e del “Corriere della sera” e di 150 altri periodici offre un esempio notevole nella pubblicistica italiana in questo secolo.
    Rimane infine il fenomeno di una vita trascorsa per lo più in atteggiamento di risoluto distacco critico dalla politica attiva e dai suoi uomini (la nomina a senatore essendo avvenuta per meriti scientifici), ma che di colpo negli anni che seguirono la caduta del fascismo, lo porta ai posti di comando dell’economia del Paese e poi, lui monarchico, alla presidenza della nuova Repubblica.
    La spiegazione, per gli anni 1945-48, si può forse trovare nella convinzione che la sua indipendenza dai normali vincoli imposti dalla vita politica e le garanzie indubbiamente ricevute, gli avrebbero dato la possibilità di ristabilire, come avvenne, un certo essenziale equilibrio economico in anni di così grave crisi.
    Per il 1948-55 la spiegazione si trova nella convinzione che il momento storico gli imponeva di superare ogni riserva e che la sua persona avrebbe potuto facilitare il passaggio dalla monarchia alla nuova Repubblica.
    Una volta eletto, la tranquilla ma ferma applicazione di quella Costituzione che aveva giurato di difendere, divenne sua cura quotidiana. La classe politica aveva capito che non si trattava di atteggiamenti retorici. …quando il 18 febbraio sembrò che la Costituzione esistente potesse essere cambiata da una disposizione legislativa riguardante la nomina dei giudici della Corte Costituzionale, Luigi Einaudi informò il Governo che, ove ciò fosse accaduto, egli avrebbe chiesto la convocazione in seduta comune dei due rami del parlamento per procedere alla elezione di un nuovo presidente della Repubblica il quale avrebbe potuto promulgare la nuova legge, “cosa che io non intendo fare, per il dovere di trasmettere intatti al successore i poteri stabiliti dalla Costituzione”.

     

    Mario Einaudi (1904 – 1994)
    Professore di Government
    Cornell University
    Primo Presidente della
     Fondazione Einaudi di Torino

  • 1874
    Nasce il 24 marzo a Carrù, provincia di Cuneo.
    Il gabinetto Minghetti e la Destra storica si avviano al pareggio di bilancio. Disraeli sostituisce.
    Gladstone come primo Ministro britannico. Comincia l’età del Gold Standard internazionale.
    1893
    Pubblica il suo primo articolo sulla distribuzione della proprietà agricola a Dogliani.
    Crisi del primo governo Giolitti, sostituito da Crispi. Nascita del Partito socialista italiano e rivolte contadine in Sicilia.
    La caduta della Banca Romana e del Credito Mobiliare porta alla nascita della Banca d’Italia e della Banca Commerciale Italiana.
    1895
    Si laurea in economia presso la facoltà di giurisprudenza di Torino, con una tesi sulla crisi agraria in Inghilterra. Nasce il Credito Italiano.
    1896

    Comincia a collaborare con “La Stampa” di Torino.
    Sconfitta di Adua e caduta del governo Crispi. Fondazione del Credito Italiano con capitale tedesco.
    Avvio della Rivoluzione industriale in Itala e di un periodo di alta crescita economica.

    1898
    Insegna in un istituto tecnico e scrive articoli sugli scioperi di Genova.
    Le proteste contro i prezzi alti vengono represse dall’esercito e da leggi illiberali. Caduta del governo Rudinì.
    1900
    Redattore della rivista “La Riforma Sociale”, della quale diventa direttore nel 1908. Pubblica il suo primo libro Un principe mercante, studi sull’espansione coloniale italiana.
    Umberto I viene ucciso da un anarchico. Vittorio Emanuele III diventa re d’Italia. Inizio della svolta politica che introduce il decennio giolittiano.
    1902
    Professore ordinario di scienza delle finanze dell’Università di Torino. Pubblica Studi sugli effetti della tassazione.
    Legislazione sociale sul lavoro minorile e assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro.
    1903
    Diventa commentatore di economia e finanza per il “Corriere della Sera”. Sposa Ida Pellegrini. Dal matrimonio nascono cinque figli, di cui due muoiono in tenera età.
    Giolitti diventa nuovamente Presidente del Consiglio, carica che mantiene, con brevi intervalli, fino al 1914.
    1908
    Inizia la collaborazione come corrispondente italiano del’”Economist” di Londra.
    Creazione dell’Olivetti.
    1911
    Scrive I trivellatori di Stato.
    L’Italia invade la Libia.
    1914
    Pubblica La finanza della guerra e delle pere pubbliche.
    Inizio della Prima guerra mondiale. L’Italia entra in guerra nel 1915.
  • 1918
    Scrive Il dogma della sovranità e l’idea di una Società delle Nazioni, nel quale propone una federazione europea.
    Fine della Prima guerra mondiale.
    1919
    È nominato senatore del Regno su designazione del governo Nitti. Lavora alla riforma fiscale, in favore della stabilizzazione finanziaria e contro l’inflazione.
    Trattato di Versailles. Fine dei vincoli bellici per prezzi e cambi, aumento della disoccupazione e agitazioni sociali. Affermazione dei socialisti e dei popolari alle elezioni. Comincia in Italia il biennio rosso. Nascita dei Fasci mussoliniani e creazione della Società delle Nazioni.
    1920
    È nominato direttore dell’Istituto Ettore Bocconi di Milano. Pubblica le Lettere politiche di Junius, che ripropongono le sue posizioni europeiste, e uno studio sul problema delle abitazioni.
    Giolitti ritorna al potere. Fine del biennio rosso, montano le violenze fasciste. Crescita dell’inflazione.
    1922
    Marcia su Roma, Mussolini diventa Capo del governo. Conferenza di Genova sulla stabilizzazione monetaria internazionale.
    1923
    Pubblica La bellezza della lotta e, assieme ad altri, un rapporto alla commissione economica e finanziaria della Società delle Nazioni sulla doppia tassazione.
    Consolidamento finanziario in Italia. Iperinflazione in Germania.
    1924
    Si schiera contro il fascismo con un articolo sul silenzio degli industriali sul delitto Matteotti. pubblica presso Gobetti editore Le lotte del lavoro. Pubblica anche La terra e l’imposta.
    Secessione dei parlamentari antifascisti che si ritirano sull’Aventino per protesta contro il delitto Matteotti e le violenze fasciste. Piano Dawes per le riparazioni di guerra tedesche.
    1925
    Si dimette dal “Corriere della Sera” per protesta contro la rimozione del direttore Luigi Albertini su pressioni di Mussolini. Viene sollevato dall’insegnamento alla Bocconi e al Politecnico di Torino.
    Mussolini si assume la responsabilità del delitto Matteotti e trasforma il regime parlamentare in dittatura. Stabilizzazione della sterlina inglese e ritorno al Gold Standard in Gran Bretagna e in numerosi altri paesi europei e dell’Impero britannico.
    1926
    Pubblica La fine del laissez-faire?
    In Italia vengono proibiti tutti i partiti diversi da quello fascista.
    1927
    Pubblica La guerra e il sistema tributario italiano.
    Stabilizzazione della lira a quota 90 rispetto alla sterlina.
    1928
    Vota in Senato la mozione Ruffini contro la politica governativa fascista.
    Stabilizzazione del franco Poincaré e piena operatività del Gold Standard internazionale.
    1929
    Pubblica La cooperazione internazionale in materia fiscale e Contributo alla ricerca dell’”ottima imposta”.
    Inizio della Grande depressione.
    1930
    Pubblica il saggio Ci sono troppe banche in Italia?
    Creazione della Banca dei regolamenti internazionali.
  • 1931
    Pubblica Dei diversi significati del concetto di liberismo economico e dei suoi rapporti con quello di liberalismo.
    La Gran Bretagna abbandona il Gold Standard. Restrizioni al commercio internazionale, ai movimenti di capitale e alla convertibilità valutaria.
    1933
    Appaiono in stampa La condotta economica e gli effetti sociali della guerra italiana e Il mio piano non è quello di Keynes. Il figlio Giulio fonda la casa editrice Giulio Einaudi.
    Gli Stati Uniti abbandonano il Gold Standard. Hitler arriva al potere in Germania. In Italia salvataggio e nazionalizzazione di banche e industrie in crisi. Creazione dell’Istituto per la ricostruzione industriale.

    1935
    I due figli, Giulio e Roberto, vengono arrestati per attività antifascista. “La Riforma Sociale” viene chiusa per ostilità al regime fascista. Pubblica Di altri scatoloni pseudo-commerciali e pseudo-bancari.
    L’Italia invade l’Etiopia e la Società delle Nazioni impone sanzioni internazionali contro l’Italia.
    1936

    Fonda la “Rivista di Storia Economica”. Pubblica Teoria della moneta immaginaria nel tempo da Carlomagno alla Rivoluzione francese.
    L’Italia lascia la Società delle Nazioni e si avvicina alla Germania nazista. Inizio della guerra civile spagnola, con partecipazione italiana a sostegno dei franchisti. Keynes pubblica la Teoria generale. Nuova legge bancaria in Italia.
    1938
    Pubblica Miti e paradossi della giustizia tributaria. Vota contro le leggi razziali.
    La Germania invade l’Austria e realizza l’Anschluss; ottiene il controllo dei Sudeti e lo smembramento della Cecoslovacchia. Leggi razziali in Italia.
    1939
    Inizio della Seconda guerra mondiale.
    1940
    L’Italia entra in guerra al fianco della Germania.
    1941
    Pubblica Saggi sul risparmio e l’imposta.
    Gli Stati Uniti entrano in guerra contro l’Asse dopo Pearl Harbour.
    1943
    È nominato rettore dell’Università di Torino dal governo Badoglio dopo la caduta del fascismo. Pubblica per il Movimento liberale italiano Per una federazione economica europea e Lineamenti di una politica economica liberale. Dopo l’8 settembre deve rifugiarsi in Svizzera.
    Sbarco degli Alleati in Sicilia, caduta di Mussolini e del fascismo, governo Badoglio, occupazione tedesca dell’Italia centro-meridionale dopo l’8 settembre, Repubblica di Salò al Nord.
    1944
    Pubblica a Lugano I problemi economici della federazione europea.
    Dopo la liberazione di Roma, costituzione del governo Bonomi con i partiti del Comitato di liberazione nazionale.
  • 1945

    È nominato governatore della Banca d’Italia dal governo Bonomi. Diviene membro della Consulta nazionale. Pubblica L’imposta successoria e Contro la proporzionale.
    Liberazione, fine della Seconda guerra mondiale. Governo Parri; a dicembre primo governo De Gasperi.
    Accordi di Bretton Woods, creazione del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale.
    1946
    È eletto all’Assemblea costituente nelle liste liberali. Pubblica Contro lo Stato Leviathan e L’imposta patrimoniale.
    Elezione dell’Assemblea costituente, diritto di voto alle donne. L’Italia diventa una Repubblica.
    1947
    Entra nel quarto governo De Gasperi come Vice Presidente del Consiglio e ministro del Bilancio. Si dà attuazione al Piano Einaudi per la stabilizzazione della lira e la lotta all’inflazione. Pubblica La guerra e l’unità europea, Edizione di Comunità, 1948.
    Socialisti e comunisti esclusi dal quarto governo De Gasperi.
    Inizio della guerra fredda.
    1948

    Viene eletto Presidente della Repubblica.
    La Democrazia cristiana vince trionfalmente le elezioni contro il Fronte democratico popolare.
    Piano Marshall per finanziare la ricostruzione dell’Europa.
    1949
    Pubblica le Lezioni di politica sociale.
    L’Italia entra nel Patto atlantico (Nato).
    Fanfani lancia il Piano Ina-Casa.
    1953
    Pubblica i Saggi bibliografici e storici intorno alle dottrine economiche.
    Fallimento della Comunità europea di difesa.
    De Gasperi lascia la Presidenza del Consiglio, sostituito da Pella. Creazione dell’Ente nazionale idrocarburi.
    1954
    Pubblica la raccolta Il Buongoverno, saggi di economia e politica (1897-1954), a cura di Ernesto Rossi.
    Muore Alcide De Gasperi. Piano Vanoni per lo sviluppo dell’occupazione e del reddito.
    Luigi Einaudi inaugura i busti di Giovanni Giolitti e Camillo Cavour sulla facciata del municipio di Cavour .
    1955

    Allo scadere del mandato di Presidente della Repubblica, diviene senatore e professore a vita. Giovanni Gronchi eletto Presidente della Repubblica.
    La Conferenza di Messina rilancia la costruzione europea.
    1956
    Pubblica una scelta di scritti del periodi al Quirinale: Lo scrittoio del Presidente (1948-1955) e le prime dispense di Prediche inutili.
    Invasione dell’Ungheria da parte dell’Unione Sovietica e dei paesi del Patto di Varsavia.
    1957
    Il dibattito con Benedetto Croce viene riunito nel volume Liberismo e liberalismo.
    Nascita della Comunità economica europea con il Trattato di Roma. Creazione della Banca europea degli investimenti.
    1960
    Prende avvio l’edizione critica degli articoli giornalistici nelle Cronache economiche e politiche di un trentennio (1893-1925).
    Caduta del governo Tambroni.
    La lira viene votata come migliore valuta dell’anno da una giuria internazionale. John Kennedy eletto Presidente degli Stati Uniti.
    1961
    Pubblica gli ultimi articoli sul “Corriere della Sera” nella rubrica “Le prediche della domenica”.
    Si ammala di polmonite a Dogliani.
    Trasferito a Roma per le cure, muore il 30 ottobre.
    Costruzione del Muro di Berlino.
    Fallito sbarco degli USA nella Baia dei porci a Cuba, crisi dei missili tra Stati Uniti e Unione Sovietica. In Italia si avvicina la nascita del centrosinistra.
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